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IL RACCONTO DELLA STAGIONE 2006

 

Gli appuntamenti di questa stagione sono stati ALPENTRAIL campionati europei di MD in SLOVACCHIA KRAHULE

Visto il numero limitato di cani ho selezionato gare che prevedessero la possibilità di correre con al massimo otto componenti.

La stagione su neve è iniziata con la gara di VALLE LUNGA appuntamento classico, che significa per molti il primo confronto e la prima uscita su neve.

In questo appuntamento le aspettative di risultato non erano elevate visto che i miei cani fino a qualche settimana prima dell'evento non hanno svolto grandissimo lavoro in allenamenti veloci. Ma la preparazione era improntata ancora sul fondo.

telethon.jpg

La gara organizzata dal CIS prevedeva sia lo sprint che la md e contava come al solito molti musher stranieri. Risultava buono l’innevamento, molta neve fresca e temperatura non molto fredda. Questa manifestazione rivestiva un ruolo importante per tutto il team; infatti ho avuto l’onore di essere portatore del messaggio di TELETHON. E l'emozione del compito si è fatta veramente sentire.

ALPENTRAIL 2

Era la seconda volta che partecipavo a questa gara. La prima era stata nel 2001. Dire Alpentrail mi incute sempre molta soggezione, non tanto per il timore del confronto con i migliori team d’Europa, ma soprattutto per le dure prove che le squadre devono superare sui percorsi di ogni tappa. Dire che l'appunatemento è impegnativo per cani e musher è dir poco.

Le prime tre tappe si sono svolte in terra Svizzera: nella località di LU.

Poi la manifestazione si è trasferita in Italia, in Val Pusteria, nel magnifico scenario di Bruckele, per concludersi con la spettacolare partenza in gruppo di tutti i team nella località di Sesto Pusteria.

Le prime tre tappe sono impegnative, caratterizzate da salite mozzafiato definite da molti di noi "panettoni" per la mancanza di vegetazione. Parti di questi percorsi le trovo molto simili a Innerkrems. La partenza era a 1800 mt, si saliva oltre i 2000 per scendere poi in una gradevole valle (gradevole all’andata perché al ritorno lo era meno) fino a una grande radura in cui era organizzato il re-start, dopo l’arrivo dell’ultimo concorrente. Il tempo è stato molto gradevole, temperature fredde al mattino per poi scaldarsi con il salire del sole. Dopo la gara durante il lunch offerto dall’organizzazione è abitudine scambiare pareri ed episodi avventurosi della tappa, obbligo naturalmente la partecipazione alla premiazione finale.

Transferimento in Punteria. Qui ci siamo alloggiati presso i nostri amici musher Daniele Rao e Giancarlo Cattaneo, che qui a Dobbiamo gesticono una magnifica scuola di sleddog, oltre a preparare e partecipare a gare di notevole importanza. Quelle di Bruckle, sono le due tappe che maggiormente mi incutono soggezione e molto altro ancora, tipo la paura di non farcela.

Quella di non far soffrire i cani è lo spettro che sempre mi porto dietro. E' per questo che molto spesso, durante le gare a tappe gestiamo con molta cautela la formazione del team, dando turni di riposo il più omogenei possibili.

Sono circa 62 km, partenza da Bruckle arrivo a Cortina, poi ripartenza per la medesima strada dell’andata. Portare a termine queste due tappe è molto gratificante, nonostante sia partito con 6 cani nella prima e 5 nella seconda tappa, sono rimasto molto contento della modesta performance. Molti sono i team che mi passano, alcuni invece li riprendo e li supero io, soprattutto nel ritorno.

La pista era innevata visto che per entrambe le tappe nevischiava, e questo ha reso ancor più duri i 62 km, ma fattore positivo riguardo polpastrelli, e ferite da ghiaccio .

Dopo aver concluso con molta soddisfazione queste due prove, finalmente arriva un giorno di riposo per tutto il team.

Per i cani c'è il meritato riposo, ma si sfruttano queste ore per cercare di rimotivare cani e musher.

Dopo due prove così impegnative, ora ci rimangono le due tappe di Sesto. Meno chilometri ma con molto dislivello. Vengono cambiate anche molte parti del percorso. Particolare e spettacolare la partenza in gruppo. Circa 15 team in griglia simile Formula 1 partivano allo start dato dal Race Marshal.

Al centro del campo di gara a circa 50 metri il Race Marshal alza le bandiere, le squadre levano le ancore. Il caos è totale, le bandiere sono sventolate e tutti partono. L'importante è trovare il varco giusto per poter sfilare senza troppi problemi.

Il primo giorno ho avuto molta fortuna, e sono sfilato molto bene. Mentre il secondo giorno, sono rimasto dietro ad alcuni team che si erano "impasticciati", e non mi è rimasto altro che aspettare e guardare gli altri che si allontanavano e si arrampicavano sul primo muro non molto distante dalla partenza.

A situazione calmata il distacco ormai è enorme; sarà dura, ma siamo abituati. Per i primi 8-9 km è lotta senza risultati apprezzabili. Poi raggiungo un team. Vedo che è la francese, per niente facile da superare. Infatti il primo tentativo è nullo; ha un comportamento che impaurisce i miei cani. Aspetto che la pista sia favorevole, così la supero, e posso procedere del mio passo.

Non credo ai miei occhi il team che sto per raggiungere è proprio Menghinella. Sono qui grazie anche a lui e fra di noi regna sempre sincera amicizia e simpatia.

Si volta e mi riconosce non mi ricordo cosa abbia detto, sicuramente avrà imprecato contro di me.

"Non eri rimasto chiuso in partenza?" "E tu non eri sfilato via nel varco giusto?"

"Dai, andiamo, passo e provo a tirare io la salita".

Ci siamo detti.

E così è finita l'edizione di ALPENTRAIL 2006. Due amici insieme fino all’arrivo.

Finalmente il meritato riposo per i protagonisti; abbiamo portato a termine la gara, e non è poco visti che molti sono stati i ritiri. Sì certo avrei potuto fare meglio, anzi si può sempre fare meglio; però bisogna anche accontentarsi, riuscire a terminare una gara dove ci sono i migliori team d’Europa lo considero gratificante.

I cani stavano riposando, mentre noi dovevamo pensare se presentarsi all’altro appuntamento. Il programma iniziale si era mutato, in quanto diversi eventi, avevano ridotto ulteriormente il numero del team a disposizione per le gare.

"Tango", il nostro wheel, si era infortunato a metà novembre. "Brina", la leader era ormai imminente al suo parto, quindi ci rimanevano due possibilità : partecipare nella categoria con 4 cani o rinunciare all’Europeo Slovacco.

Abbiamo deciso di partecipare, anche se molti erano gli interrogativi.

Il viaggio è stato molto lungo oltre 1100 km per arrivare a Krahule. Però alla stanchezza prevale la tensione, e il piacere di ritrovare personaggi ormai ben noti dello sleddog , come la francese Isabelle Trovadon, o l’Austriaco Wolfang Hammerschmid, nonchè tutto la staff FISTC.

Il paesaggio è quello tipico di un piccolo paese di montagna dell’EST. Moltissima la neve, circa un metro, le temperature non sono molto rigide.

E’ stata una gara che mi ha impegnato molto, il percorso era di circa 24 km per la C1. La partenza era nella piccola piazza principale, il percorso per circa un km si snodava nelle vie del piccolo paese, dopodichè ci si allontanava sulle dolci colline circostanti. A metà percorso attraversavamo per intero un altro piccolo paese, (particolare perché aveva molti altoparlanti dai quali usciva musica locale a tutto volume mi è sembrato insolito per una gara).

Il primo giorno le condizioni meteo non erano perfette, infatti c’era molto sole e visto che la notte la temperatura non era scesa molto la pista era umida.

Ecco la cronaca di gara come la raccontassi ad un amico.

Molta; come ho detto; la tensione. Mi sentivo carico di responsabilità visti i buoni risultati degli anni scorsi, e soprattutto la medaglia d’oro dello scorso anno ottenuta in CAT.A.

Nella CAT. C1 c’erano una decina di equipaggi, sapevo che fra questi il Francese Martinez è un protagonista in questa categoria, poi essendo nell’Est mi aspettavo qualche musher locale molto forte, e cosi è stato.

Ma eccoci alla linea di partenza; il team era composto da "Emil-Boss" e "Steel-Laura". Ci danno il via, molto gradevole il passaggio nel centro del piccolo paese, poi, ci allontaniamo su per una collina, e proprio in questo punto, mentre correvo con la testa china sull’handle-bar, i cani eseguono un corretto come-gee, quando realizzo l’accaduto ho già i due leaders a fianco della slitta. In quei momenti sono molte le cose che passano per la testa, le cose da fare, gli interrogativi,etc. ma intervenire decisamente è sempre la cosa più opportuna. Eravamo a soli 2 km dalla partenza, e tutto era già compromesso… riallineo il team e riprendiamo la scalata della collina, ormai quel tempo è perso, in me c’è molta sofferenza per l’errore commesso, ma cerco di sfruttarla come ulteriore stimolo contro “la sfortuna”.

Dopo, breve la pista sfocia in una piccola valle, facciamo il suo perimetro, è proprio in questo tratto che abbiamo una buona visuale sul percorso appena fatto. E’ qui che vedo alle mie spalle il francese molto veloce. Ha già guadagnato un minuto su di me. Dentro di me i pensieri si alternano. Sono gratificato dal ritmo che teniamo nonostante la pista sia in certi punti pessima. Soddisfatto anche della Arrow Sprint, molto veloce vista la sciolinatura azzeccata (e visto anche che siamo abituati alla mia ormai vecchia e pesante Arrow da media distanza…). Nonostante ciò a metà percorso il francese è lì; 50-40-30-20 metri dietro di me! Sta spingendo come un matto, (mentre io avevo pensato di non forzare troppo la prima mance).

Mi chiede energicamente “trail stop”, questo non mi fa molto piacere (personalmente non sono abituato a questo comando, ritengo che un team più veloce di un altro, non abbia problemi a passare e condurre il proprio ritmo, senza obbligare gli altri allo stop; d’altro canto, è bene che ci sia questa regola per evitare possibili attriti fra diversi team). Ho dato subito pista, e poi sono ripartito… ora sì che il morale era basso! a tanto io che i miei cani siamo tenaci, e chi mi conosce è sicuro che non mi arrendo al primo ostacolo.

La pista sta scendendo già da qualche km, ho già raggiunto Martinez che non riesce a lasciarmi, quindi,appena la pista si allarga, senza chiedere trail stop, lo passo e lui si mette in scia, attraversiamo tutto il paese con gli altoparlanti. Molta la gente nei giardini a guardare, e molte le bottiglie di alcolici che si notano sottobraccio del pubblico. Alla fine del paese si comincia a salire, il francese tenta di sorpassarmi, ma è proprio lì che c’è la svolta della tappa: sono io che attacco e appena la pista spiana nel bosco i cani allungano e arriviamo per primi al traguardo con 3 minuti di distacco da Martinez, dopo 4 minuti e mezzo arriva anche il terzo team, il ceco Broz e a seguire gli altri.

Seconda Manche: temperatura bassa, pista molto ghiacciata.

L’adrenalina è sempre molto alta. Si parte, nello stesso punto del giorno prima. I cani si fermano, maledizione! Comincio a pensare che in quel punto ci sia qualcosa, oggi però non intendono proseguire: velocemente cambio leader, "Emil" con "Steel". "Steel" è un giovane, sono nelle sue mani, anzi nelle sue zampe… scelta giusta, ma il solito minuto è andato perso. Oggi però attacchiamo da subito. La pista è veloce e anche la squadra va molto forte. Ci divertiamo come 5 matti su e giù per il paesaggio sommerso di neve. I simpatici slovacchi, sempre molto allegri dopo il primo bicchiere, applaudono e ridono al nostro passaggio.

Situazione a fine della seconda manche: primo io, secondo il ceco Broz e terzo Martinez. L’impressione era giusta: siamo andati molto veloce, abbiamo migliorato il tempo di ieri di 13 min.(5 minuti meglio del Ceco e 7 min. meglio del francese).

Terza manche: nevica, ci sono 4 dita di neve fresca in pista. temperatura – 5 °

Cambio ancora formazione: questa volta in prossimità della partenza. "Boss", "Laura-Steel", "Emil".

Tutto regolare fino al punto in cui un tandem composto dal team ceco e da quello francese mi recupera dopo circa 8/9 km. Ma il ceco ha problemi con i suoi leader. Una volta passatomi, i suoi cani tornano indietro, ha un andatura un po’ scomposta. Aspetto, cerco di pazientare, do’ loro tempo per allontanarsi, ma dopo un km e mezzo circa, all’inizio del tipico paese con musica li riprendo. Quindi cerco di superarlo, quando un suo leader, che si era già mostrato prima un po’ aggressivo, da’ un “pizzico” di sveglia al mio Boss. Spesso succede che il cane che subisce questo attacco si impaurisce, e invece, al contrario, è proprio questo episodio che da’ la svolta a questa manche: supero entrambi e nel bosco li stacco, facendo vuoto dietro di me. Progressivamente, come un’unica cosa, Cani, musher e slitta verso la medaglia d’oro.

Sono state 3 belle manche, tutte particolari per degli episodi che ci rimangono sempre nei ricordi; la vittoria alla fine ci gratifica molto. Peccato che siamo l’unico team a rappresentare il CIS.

Ed ora la cerimonia di chiusura, molto semplice ma gradevole, ho ricevuto le congratulazioni di molti, fra tutti il presidente FISTC Mannato che si congratula con me oltre che per la medaglia d’oro, per aver fatto la miglior media oraria del Campionato Europeo (circa 21 km/h). La manifestazione si conclude con tanta emozione, sul podio, con l’inno nazionale, io, Teresa e Candy, Sabina lì davanti a noi che ci saluta.

www.fistc.com (link per i risultati)

IRONSLEDDOGMAN INNERKREMS 10/03/2006

Gara che ormai è diventata una classica fra i miei appuntamenti. Quest’anno anche qui la condizione della neve era ottima, anzi perfino troppa, visto che la seconda manche ha subito un cambiamento a causa della tempesta di neve e vento sulle cime delle montagne. Molto familiare è l’accoglienza da parte dello staff: Walter Treichl, il race marshal, e la fam. Moritz del Gasthof Raufner, il quale mette a disposizione l’area di partenza oltre alle loro specialità gastronomiche.

Un buon numero di team arriva nella giornata di venerdì, alla sera c’è il musher-meeting nel Gasthof, è qui che scorrono fiumi di birra, tra abbracci e saluti di bentornati fra i frequentatori abituali di questa gara.

Oltre gli “abituè” della media distanza, a questa gara prendono il via anche diversi teams che vengono dallo sprint. Il percorso è lo stesso degli ultimi anni, è proprio qui che lo scorso anno ho dominato in cat.A gli Europei. Quest’anno, invece, corro in cat. C1; anche Rocco Pigola ha un team ridotto, è secondo alle mie spalle; nonostante tutto ci siamo confrontati in un tratto in discesa ed era veramente veloce!

Classiche sono le salite-muri che caratterizzano questa gara, ormai molti le conoscono, non per averle fatte, bensì per la grande pubblicità fatta su Schlittenhund Magazine. A questa gara, alla quale penso di non aver perso nessuna edizione dal 1995, gli unici italiani a partecipare sono stati Sergio Milazzi (che mi ha introdotto in questa “compagnia”), Daniele Spiriti, Alex Zanier, il nostro presidente Andy Bordiga, Giancarlo Cattaneo e Claudio de Ferrari. Da tutti ho sempre avuto bei commenti su questa IRONSLEDDOGMAN, naturalmente dopo averla conclusa: faticose salite, belle discese, nelle quali il binomio cani-musher è tutt’uno, anche il musher è messo a dura prova.

Questa gara la considero un buon esame per team che intendono avventurarsi al di fuori dello sprint.

www.innerkrems.at

 

 

 

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